Perdere pienezza e perdere densità muscolare durante i periodi di restrizione calorica.

Questa è una delle grandi problematiche dell’allenamento Natural.

Fino a quando le calorie sono alte, tutti i santi aiutano.
Il problema, però, nasce quando il dimagrimento richiede un taglio nell’assunzione del cibo.
Ecco, in quel momento buona parte dei Natural va incontro ad un peggioramento del look.

Muscolo piatto, vuoto, forme assenti.

Nella PARTE 1 di questo articolo abbiamo elencato i punti fondamentali su cui l’atleta Natural deve focalizzarsi per evitare questi inconvenienti:

1. Creazione di un equilibrio sistemico antecedente il dimagrimento
Questo equilibrio è ottenuto tramite la routine di allenamento, che è ciclica e stabilizza il corpo.

2. Mantenimento dell’equilibrio durante il dimagrimento
Il corpo, stabilizzato in precedenza, non deve subire sostanziali modifiche nell’omeostasi ottenuta in precedenza

3. FORZA MASSIMALE
A – Sviluppo della forza massimale prima dell’inizio della fase di dimagrimento
B – Aumento della forza massimale nel primo periodo di dimagrimento
C – Mantenimento della forza massimale nelle fasi avanzate del dimagrimento
D (CASO SPECIALE) – Aumento della forza massimale in forte restrizione calorica

4. Gestione del volume di allenamento

 

I primi due punti sono già stati trattati nel primo articolo, ed ora andiamo ad analizzare l’importanza della FORZA MASSIMALE:

  • PRIMA del periodo di cut calorico (qui la Forza Massimale deve essere costruita)
  • DURANTE il cut calorico (qui la Forza Massimale può addirittura aumentare nonostante la restrizione calorica, e vedremo alcuni casi speciali)

 

Inoltre, trattiamo l’importanza della gestione del volume allenante. Un parametro che, se ben calibrato, permette di arrivare a % di grasso molto basse senza alcun risentimento in termini di volumi muscolari.

Partiamo con la trattazione riguardo la Forza Massimale.

 

 

3. FORZA MASSIMALE

 

Davide Bettiol si prepara ad un massimale di Stacco da Terra

 

Fitness e forza massimale hanno sempre avuto un rapporto ambiguo.

Non nella realtà dei fatti, ma nella considerazione che “il popolo del fitness” ha riguardo queste due entità.

“La forza serve per l’ipertrofia”
“La forza serve solo per il sistema nervoso”
“La forza è come il doping”
“La forza non permette di lavorare su punti carenti”
“Il migliorare la forza permette di aumentare la muscolatura solo su certi atleti”

Ok.

Facciamo un gioco: PARLA SOLO CHI HA I TITOLI PER FARLO.

Un allenatore di Natural Bodybuilding che non ha risultati all’attivo in campo di Powerlifting o Sollevamento Pesi… Deve stare zitto riguardo l’allenamento della forza: non ha possibilità di dimostrare che ciò che dice sia vero.

Allo stesso tempo…
Un allenatore di Powerlifting che non ha risultati all’attivo in campo di Natural Bodybuilding… Deve stare zitto riguardo l’ipertrofia e la ricomposizione corporea: non ha la possibilità di dimostrare che ciò che dice sia vero.

Mi spiace, ma la competenza non è democratica.

Troppi allenatori si riempiono la bocca col termine “forza” senza avere numeri di riferimento, senza avere atleti agonisti che possano dimostrare un’attendibilità delle proprie parole.

Ora, veniamo a noi.

Il tema di questo articolo non è sviscerare l’argomento forza/ipertrofia.
Ma mi interessa puntualizzare alcuni fattori che ci sono utili per la tematica che trattiamo ora.

 

ESSERE FORTI…
  • essere forti su un dato esercizio significa essere in grado di mantenere la compattezza del corpo durante l’esercizio;
  • essere forti su un dato esercizio significa avere capacità coordinative mentre il nostro corpo è sottoposto ad una pressione esterna;
  • essere forti su un dato esercizio significa reclutare in modo sincrono i vari muscoli coinvolti nel movimento, in modo che la forza da essi generati sia convogliata in un unico vettore. Perfettamente indirizzato.

 

Tradotto, significa che l’allenamento della forza, su un Natural, sviluppa:

  • STABILITA’
  • COORDINAZIONE
  • SINERGIA

Queste tre componenti, molto meno appariscenti dei termini “BCAA”, “CRESCITA SENZA LIMITI” o “CREATINA”, contengono il vero segreto dell’allenamento con sovraccarichi elevati.

Lavorare sulla forza massimale significa aumentare STABILITA’, COORDINAZIONE e SINERGIA.
Abilità essenziali non solo per lo sviluppo muscolare, ma per la creazione di un organismo stabile e resistente ai cambiamenti.

Se il nostro corpo è una banderuola senza fondamenta, sarà vittima di ogni cambiamento calorico e perderà massa muscolare alla prima occasione.
Se invece abbiamo strutturato il nostro Sistema Nervoso con profonde e inossidabili abilità motorie, manterremo una muscolatura piena e tonica anche in periodi complessi (restrizione calorica).

Sostanzialmente, la “forza massimale” nel Natural Bodybuilding serve a questo: costruire abilità motorie permanenti.

Le abilità motorie permanenti sono le fondamenta della stabilità organica, che in restrizione calorica porta al mantenimento della muscolatura anziché ad un catabolismo delle strutture proteiche a scopi energetici.

 

3A. FORZA MASSIMALE
SVILUPPATA PRIMA DELLA FASE DI DIMAGRIMENTO

 

Babacar Niang, Campione del Mondo di Natural Bodybuilding

 

Ovviamente, se dobbiamo costruire una buona forza massimale sui fondamentali, è opportuno farlo in un periodo in cui il corpo ha abbondanti energie, insieme ai nutrienti necessari al recupero.

Soprattutto, è opportuno farlo nel momento in cui il peso corporeo è stabile e non subisce grandi modifiche.

Un trucco: per aumentare la forza muscolare in un dato periodo, è opportuno NON SALIRE DRASTICAMENTE COL PESO CORPOREO.

Perché? Il corpo è forte quando è stabile, coordinato e sinergico.

Quindi se il tuo peso aumenta improvvisamente, certamente avrai grandi quantità di energie a disposizione (ipercalorica) e grandi muscoli che spingono (il motore), ma… Allo stesso tempo avrai anche parametri corporei diversi, ventri muscolari che esercitano la loro forza in modo differente.

Tradotto: PIU’ MOTORE MA MENO SINERGIA.

Per massimizzare gli effetti dell’incremento di forza, e per evitare uno svuotamento muscolare conseguente al dimagrimento, devi migliorare la tua forza massimale in un periodo in cui il tuo peso corporeo non ha grandi oscillazioni in positivo.
Crescere sì, ma in modo molto graduale e tenendo sempre sott’occhio la qualità del tuo movimento sotto carico.

Mi è capitato molte volte di vedere atleti che salgono 10 o 15kg di peso (anche ben distribuito).
Questi atleti inizialmente hanno un’impennata nelle prestazioni, ma presto i miglioramenti si bloccano e nel momento del taglio calorico incontrano grandissime difficoltà.

Per chiudere questo capitolo, ti invito a fare questo: aumenta la tua forza massimale senza che il peso corporeo schizzi alle stelle.
Anzi: più l’aumento è graduale e lineare, più ne avrai vantaggio nelle fasi successive.

 

3B. FORZA MASSIMALE
CHE AUMENTA NELLE PRIME FASI DI DIMAGRIMENTO

 

Mattia Zanutto durante un rematore Pendlay

 

Un lieve deficit calorico e una moderata riduzione dell’apporto di carboidrati provocano, in un soggetto che è rimasto per lunghi periodi con quote caloriche elevate, un boost metabolico che può rivelarsi molto interessante per l’aumento della performance.

Questa “accelerata” non dipende solo dalla migliorata sensibilità insulinica, ma da un INSIEME di adattamenti che comprendono anche un’alterazione degli ormoni che regolano veglia e lavoro fisico.

Mi capita regolarmente di notare un NETTO miglioramento della performance proprio in queste prime fasi di riduzione calorica.

Occhio, però, a non farsi prendere la mano!
La tentazione è davvero forte: vedo che le mie performance aumentano e quindi… Apro il gas a più non posso. E via di massimali, serie tirate a cedimento, fatica estrema ad ogni allenamento.

Ben presto – e invito a stare molto attenti a questo – si avrà un tracollo delle prestazioni, con conseguente peggioramento estetico.

Come comportarsi, quindi, in questo primo periodo di restrizione calorica, riguardo l’allenamento dei fondamentali?

  • Aumentando il volume di lavoro in fascia 75-90%.
  • Dividendo il volume svolto in fascia 75-90% in più serie. Quindi molte serie ma ripetizioni moderate.
  • Mantenendo un buon lavoro anche a ripetizioni elevate (>8)
  • Evitando a tutti i costi il cedimento in fascia 60-80%, lasciando quindi un buon buffer nelle serie ad alte ripetizioni;

 

ATTENZIONE!
Come specificato nel titolo di questo capitolo, questi accorgimenti sono adatti alle PRIME fasi della riduzione calorica.
Non sono, invece, applicabili ad una fase inoltrata del dimagrimento.

 

3C. FORZA MASSIMALE
MANTENUTA DURANTE LA FASE DI DIMAGRIMENTO

 

Francesco Bottarelli durante un allenamento di Squat

 

Il mantenimento della forza massimale durante i periodi di restrizione calorica (anche estrema, se necessaria) è un parametro che può darti conferma sul fatto che i tuoi muscoli rimangano pieni, densi ed esteticamente appetibili.

Più è lunga questa fase, più potrai fare le cose con calma, garantendo un adattamento graduale del corpo alla sua nuova struttura.

Il vero problema di questa fase è il MONITORAGGIO dei livelli di forza massimale: se sei in ipocalorica da molto tempo (più di 2-3 mesi, come richiesto da un dimagrimento sensato e salutare), certamente i tuoi livelli di energie non saranno elevatissimi.

Quindi devi trovare una strategia, anche disponendo di minori risorse fisiche, per avere dei frangenti in cui la tua performance raggiunge il top. E devi farlo ogni settimana.

Ecco due tips che possono aiutarti:

 

  • In una prolungata fase di dimagrimento, solamente DUE sedute settimanali possono essere veramente impegnative a livello di esercizi fondamentali.Concentra i carichi più alti in queste DUE sedute, che diventano il momento di massimo focus e resa prestazionale.Queste DUE sedute sono quelle in cui hai, mensilmente, possibilità di effettuare test oltre il 90% del massimale, verificando la situazione della tua reale forza massimale.

 

  • Queste DUE giornate, che definiamo TARGET per la loro importanza, devono essere precedute da un aumento calorico significativo.
    Specifico che questo aumento calorico è OBBLIGATORIAMENTE LIMITATO ALLA GIORNATE CHE PRECEDONO QUELLE TARGET.Nessun altro giorno della settimana deve vedere un aumento delle calorie, al di fuori di queste due giornate che precedono i due allenamenti TARGET.

 

In termini di carichi e volumi, rispetto alla fase INIZIALE del dimagrimento, ecco come è opportuno muoversi:

  • Riduci il volume di lavoro svolto in fascia 80-90% del massimale.
  • Suddividendo sempre questo lavoro in più serie, mantieniti su 1-3 ripetizioni (parlo sempre della fascia 80-90%).
  • Aumenta il volume di lavoro nel range 70-80%, lasciando un buffer di 2-3 ripetizioni ed evitando tassativamente il cedimento.
    Questo aumento di volume in fascia media (70-80%) tiene alti i giri del motore (metabolismo), e garantisce anche il mantenimento dell’attitudine ad un certo livello di fatica.
  • Non esagerare col lavoro lattacido (questo riguarda ovviamente gli esercizi di muscolazione diretta o monoarticolari).
    Potrai aprire il gas su questi esercizi solo nell’ultimissima fase, quella di raggiungimento della condizione estetica massima.

 

Per chiudere il capitolo: il portare a termine allenamenti pesanti (come kg sollevati) e impegnativi per il Sistema Nervoso è una garanzia concreta sul mantenimento del tono muscolare per tutto il periodo di “definizione”.

Se crei le condizioni per mantenere elevati i tuoi livelli di forza massimale, l’estetica ne beneficerà in modo diretto.

 

3D. FORZA MASSIMALE
CHE AUMENTA IN FORTE DEFICIT CALORICO
(CASO SPECIALE)

 

Babacar durante uno Stacco da Terra

 

“Non è possibile aumentare la forza massimale in deficit calorico.”

Questa signori, è una stronzata colossale.

E posso dirlo senza francesismi, perché quotidianamente vedo e sperimento il contrario.
Su soggetti Natural al 100%.
Su ragazzi e ragazze.
E anche su coloro che hanno alle spalle molti anni di allenamento.

ATTENZIONE!
Il miglioramento della performance massimale in deficit calorico, infatti, NON ACCADE SEMPRE, su TUTTI i soggetti in TUTTI i periodi dell’anno.
Con un’attentissima manipolazione dei parametri allenanti, possiamo però creare condizioni favorevoli affinché il corpo ci regali prestazioni record.

L’aumento della forza massimale in drastica limitazione calorica capita solamente su certi soggetti, e solamente a certe condizioni.

Voglio portare due esempi pratici, parlando di due atleti con i quali ho avuto modo di lavorare per lunghi periodi: Virginia Zamarra e Mattia Zanutto.

Quella che vado a descrivere è una strategia estrema, e va a far leva sui meccanismi di sopravvivenza del corpo umano.

Inoltre, funziona per un periodo di tempo limitato, ed è spendibile soprattutto in quelle situazioni in cui si ha necessità di un picco di forma fisica ben definito nel tempo.
Ad esempio: una gara, uno shooting fotografico o un lasso di tempo limitato in cui si vuole raggiungere la massima resa estetica (4-6 settimane come limite massimo).

Il corpo viene PREPARATO a svolgere 6 settimane di allenamento molto intenso, alle quali sono fatte combaciare 6 settimane di restrizione calorica davvero importante.

La strategia è divisa, sostanzialmente, in tre fasi:

A- Creazione di un equilibrio stabile – con alimentazione NORMOCALORICA
B- Mantenimento dell’equilibrio – con alimentazione LIEVEMENTE IPOCALORICA
C- Rottura dell’equilibrio – con alimentazione FORTEMENTE IPOCALORICA

Vi riporto, ora, la descrizione dei due casi accennati sopra.
Casi che si sono rivelati di estremo successo.

 

CASO 1: VIRGINIA

 

Qui vediamo Virginia, già citata nelle foto di inizio articolo, mentre esegue una ripetizione piuttosto agile nello Stacco da Terra.

Peso sollevato: 150kg.
Peso corporeo: 58kg.

 

 

La settimana precedente a questo video, ha compiuto 5 ripetizioni con 145kg.
La settimana seguente a questo video, ha ottenuto il suo nuovo massimale: 160kg.

Virginia ha ottenuto queste prestazioni nel momento di massima restrizione calorica da lei finora affrontata, applicando esattamente i punti A – B – C spiegati poco sopra.

SPECIFICO CHE: 160kg di Stacco da Terra per una ragazza che pesa meno di 60kg sono TANTI.
Non più di 5-6 ragazze in Italia (parlo di Natural) sono in grado di sollevare questi carichi con bilanciere regolamentare.

Se consideriamo che il Powerlifting non è lo sport principale di Virginia, se consideriamo che è Natural al 100% e che le calorie – ora – sono davvero basse, direi che c’è qualcosa di interessante da analizzare.

Ecco la schiena di una che tira 160kg di Stacco in ipocalorica spinta:

 

 

Ecco, nel dettaglio, quello che ha fatto:

 

A- Creazione dell’equilibrio

Una fase di 40 settimane atte a stabilizzare il corpo in una situazione confortevole e di totale controllo degli esercizi e dei carichi di lavoro.
Carichi moderati, parlando dei fondamentali l’intensità è sempre rimasta tra il 60% e l’80%. Senza mai andare oltre.

Lo schema tipicamente utilizzato in questa fase è un programma ciclico (logica ROUTINE, chi ha letto il mio libro sa di cosa parlo):

Settimana 1: Pesante
Settimana 2: Volume
Settimana 3: Pesante (con +2,5 o +5% rispetto alla Settimana 1)
Settimana 4: Volume (con +2,5 o +5% rispetto alla Settimana 2)
Settimana 5: Leggera (molto leggera)

E poi si riparte dalla Settimana 1, con eventuali aumenti di carico del 2,5 / 5%.

Tradotto in numeri, parlando di Stacco da Terra (copio e incollo dal programma di Virginia):

Sett1, PESANTE   75% 4 3 5 4 6 3 5 2
Sett2, VOLUME     65% 5 4 6 5 7 2 3 4 2
Sett3, PESANTE   80% 4 3 5 4 6 3 5 2
Sett4, VOLUME     70% 5 4 6 5 7 2 3 4 2
Sett5, LEGGERA   60% 5 5 5
Ecc…

Ho iniziato ad adottare questa strategia alcuni anni fa, e ad oggi non ho ancora trovato uno strumento migliore per stabilizzare un soggetto, poiché questo schema consente di memorizzare gradualmente il movimento. Perfezionandolo e massimizzando l’uso della muscolatura, si crea una base inossidabile.

 

B- Mantenimento dell’equilibrio nelle prime fasi del dimagrimento

 

Qui Virginia ha mantenuto lo stesso schema allenante (parlando dello Stacco da Terra) che ho esposto sopra.

 

C- Rottura dell’equilibrio.
Repentina, improvvisa e drammatica rottura dell’equilibrio.

Qui veniamo al dunque.
Andiamo a muovere le acque che avevamo volutamente calmato in precedenza (fasi A e B).

Attenzione!
Tale rottura dell’equilibrio è stata PROGRAMMATA E LIMITATA NEL TEMPO: in forte restrizione calorica possiamo chiedere al corpo prestazioni al limite per un periodo non più lungo di 6 settimane.

Schema utilizzato da Virginia in questa fase:

Sett1   82% 6x4s
Sett2   88% 4×4
Sett3   95% 2 5 3 3
Sett4   100% 2,1   93% 3   91% 3
Sett5   105% 1   100% 1   95% 1
Sett6   88% 1x2s   78% 2×2
Sett7   TEST MASSIMALE

Inusuale? Impossibile da chiudere?

Vi parlo di numeri e di persone vere, non di fantasie.

Virginia, di cui ho già parlato della PARTE 1 di questo articolo, inizia ad allenarsi secondo la metodologia La Forza nel 2018.
Massimale Stacco da Terra: 120kg
Peso corporeo: 64kg
Girovita: 69cm
Macros: 300/130/32

A giugno 2019, circa 18 mesi dopo:
Massimale Stacco da Terra: 160kg
Peso corporeo: 58kg
Girovita: 52cm
Macros: 100-140/140/25

Il rimanere lontani da certi carichi allenanti e lo stabilizzare il corpo in una situazione per lungo tempo permettono – in certi casi – strategie estreme come queste.

Il corpo mette in atto meccanismi di sopravvivenza e – per periodi limitati – è possibile sfruttare questo slancio in virtù di un aumento di prestazione.

Con conseguenti cambiamenti fisici in termini di pienezza e densità muscolare.

 

CASO 2: MATTIA

 

Caso identico al precedente, con schema finale leggermente modificato.

Mattia, nel 2018, ha raggiunto il picco di prestazione IN ASSOLUTO più elevato dall’inizio della sua carriera… Quando le calorie erano al livello più basso. E il peso corporeo fortemente ridotto.
Parlo, nello specifico, di una prestazione nello Stacco da Terra.

Mattia ha portato a termine 3 serie da 3 ripetizioni con un carico del 92% del proprio Lifetime Personal Best (il massimo peso da lui mai sollevato).

Spiego meglio: in restrizione calorica massima, a sole TRE settimane dal mondiale di Los Angeles, ha concluso un 3×3 al 92% del massimale che aveva però sollevato quando il suo peso corporeo era 8kg più alto.

Quindi parliamo di una prestazione eccezionale.

 

 

C’è poco da dire: i risultati sono visibili nella foto, il 3° posto al Campionato del Mondo PRO conferma che non stiamo parlando di aria fritta.

I risultati estetici di cui si può godere adottando questo strumento sono a mio avviso ineguagliabili.
Densità muscolare, pienezza e dettagli sono massimizzati, garantendo una qualità molto spesso impossibile da raggiungere per un Natural.

Ultima cosa prima di passare all’ultimo capitolo.
Questa pratica, che porta il corpo al limite delle proprie capacità, può essere messa in pratica unicamente da coloro che sono estremamente mentalizzati, motivati e dediti all’allenamento.

Necessita infatti di un focus e una determinazione estrema, presupponendo inoltre una tecnica di esecuzione ottimale.

La maggior parte delle persone fallisce di fronte a impegni fisici di questo tipo.

Tuttavia, è possibile farlo.

 

4. GESTIONE DEL VOLUME

 

Francesco Gnudi durante un allenamento del Team La Forza

 

Si è parlato tantissimo sull’importanza del volume di allenamento nel gioco dell’ipertrofia muscolare.

Il volume è la quantità di lavoro (generalmente intesa in serie x ripetizioni) che viene svolta nella singola seduta, nella settimana o nel mese.

E’ facile intuire come una riduzione dell’apporto calorico comporti una necessità di adeguamento di ciò che il corpo può spendere negli allenamenti.
Meno cibo = meno energia a disposizione

Ora, in realtà… Dipende.
Dipende da quanto è efficiente il tuo metabolismo e dal tipo di fonti energetiche di cui stiamo parlando (fosfati, glicogeno, ecc…).

Il corpo è un organismo complesso e non tutto funziona in modo intuitivo.

In base a quello che ho osservato, ci sono dei parametri che vanno aumentati e dei parametri che vanno diminuiti.
Li elenco qui sotto.

 

IMPORTANTE!
Specifico che quanto scritto qui sotto è riferito ad una restrizione calorica protratta nel tempo.
Tali indicazioni potrebbero infatti risultare inadatte ai primi periodi di cut, quando il boost metabolico permette un approccio più aggressivo alla programmazione.

 

BISOGNA RIDURRE:

 

  • Il volume totale svolto negli esercizi fondamentali (esercizi ad ALTO livello di difficoltà coordinativa)
    Non una riduzione repentina, né drastica. Ma certo è che, per la maggior parte dei soggetti, minori calorie significano un’alterazione della gestione del movimento e nella disponibilità di attività elettrica da parte del sistema nervoso.

 

  • Il numero di ripetizioni vicine al cedimento (multiarticolari)
    Mantieni sempre un buon buffer.

 

  • Il numero di ripetizioni per serie (multiarticolari)
    Sforzi brevi e moderatamente intensi: ecco quello che gradirà il tuo sistema nervoso nel caso in cui tu mangi meno e ti appresti ad eseguire esercizi ad alto tasso di difficoltà motoria.

 

  • Il tempo di recupero negli esercizi a BASSO livello di difficoltà coordinativa (muscolazione diretta, complementari, monoarticolari)Quello che cambia davvero, a calorie ridotte, non è propriamente la disponibilità energetica, ma la capacità GESTIONALE del sistema corpo nel momento in cui esso viene posto sotto stress.Questo discorso è riferito ai multiarticolari.Gli esercizi a BASSA difficoltà esecutiva verranno intaccati molto meno dal deficit calorico, e quindi possiamo sfruttare questi movimenti accorciando i tempi di recupero e mantenendo così un buono stimolo alla muscolatura.

 

BISOGNA INCREMENTARE:

 

  • I tempi di recupero negli esercizi fondamentali

    Se il dimagrimento prevede lunghe fasi di alimentazione ipocalorica, la centralina ha meno risorse.
    Meno risorse = Più necessità di ricarica, quindi dopo uno sforzo anaerobico il corpo necessiterà di maggior tempo prima di poter ripetere uno sforzo simile.Se il dilatare i tempi di recupero produce un aumento del tempo totale della seduta, non vi è alcun problema.

 

  • Il numero di serie negli esercizi fondamentaliQuesto ti permette di mantenere un buon volume allenante pur calando il numero di ripetizioni per serie.

 

  • Il volume allenante svolto su esercizi a BASSO livello di difficoltà coordinativaSe togliamo da una parte, aggiungiamo dall’altra.
    Togliamo volume a ciò che è difficile da gestire per la centralina, mentre aumentiamo laddove l’impegno sistemico è più limitato.
    Questo premia il mantenimento dei volumi muscolari e la loro densità.

 

RIASSUMENDO…

 

Ciò che voglio sia chiaro dopo la lettura di questo capitolo è che le scelte di modifica di volume / serie / ripetizioni devono seguire più un ottica sistemica rispetto ad un approccio muscolocentrico.
Il deficit calorico protratto per lunghi periodi modifica POCO la chimica muscolare, mentre influenza FORTEMENTE le risorse neurali ed energetiche dell’intero sistema.

Quindi tutti gli aggiustamenti che andiamo a fare in virtù delle “minori energie” devono essere pensati come adattamenti a “minori energie sistemiche” e non “minori energie derivanti dal glicogeno”.

Una macchina in riserva ha poca benzina nel serbatoio, ma l’iniettore spruzza nel cilindro sempre la stessa quantità di benzina.
Anziché modificare l’impostazione degli iniettori, ci serve andare piano con l’acceleratore.

 

CONCLUSIONI

 

Siamo giunti al termine della seconda e ultima parte di questo articolo dedicato alla gestione dell’allenamento durante il dimagrimento.

Abbiamo visto come sia importante creare un equilibrio nel Sistema Corpo PRIMA che inizi il deficit calorico.
Abbiamo visto come mantenere questo equilibrio DURANTE la fase di dimagrimento, sfruttando a nostro vantaggio la logica ROUTINE.

Abbiamo visto l’importanza della Forza Massimale.

Che lo sviluppo della Forza Massimale sia importante nell’atleta Natural è ormai una verità diffusa, ma la vera discriminante tra cattivo e buon risultato è l’abilità nel giocare con le variabili dell’allenamento.

Infatti, la prestazione in allenamento è importante non solo per lo SVILUPPO dell’ipertrofia, ma anche per il suo MANTENIMENTO in condizioni che solitamente sono avverse alla crescita.

E dal suo mantenimento, dipende buona parte dell’estetica di un corpo Natural.

Infine abbiamo analizzato accorgimenti utili nella gestione del volume.
Serie, ripetizioni, esercizi, tempi di recupero.

Ecco, chiudo dicendo questo, e lo dico a tutti gli appassionati e agli allenatori che mi leggono.
La vostra esperienza e il vostro miglioramento (non solo estetico ma anche culturale) dipendono dalla vostra capacità di CORRELARE I FATTORI.

Il corpo non è A. Il corpo non è B.
E’ A+B+C+D+E, fino alla Z.
Tutto insieme.

E’ un sistema organico complesso, è l’unico modo per intuire il funzionamento di un sistema organico complesso è capirne il senso generale, andando sì nel particolare, ma osservandone il significato e comprendendo il legame tra ogni sua componente.

Buona correlazione.

 

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