Questo è veramente interessante.

E’ venuto ad allenarsi Flaviano, Natural Bodybuilder PRO con cui lavoro da circa un anno.

Dopo il bronzo ai mondiali si è preso una pausa.

Crociera, cibo, riposo. Bella vita, insomma.

Un po’ di Squat tecnico, e iniziamo con la Chest Press.

Un’infiammazione alla spalla sinistra (che sta passando) ha ancora qualche strascico, quindi meglio orientarsi su qualche movimento guidato per riprendere.

La Panca Piana la reinseriamo tra un po’.

— CHEST PRESS —

 

Esecuzione istintiva.

Si notano tre cose:

  • Spalle che si alzano durante la discesa. Mobilità scapolare non ottimale.
    Il movimento dell’omero non è accompagnato, in discesa, da adduzione e depressione scapolare.
  • Spalla sinistra (a DESTRA per chi guarda) che rimane più alta dell’altra nel punto di massimo allungamento (in basso, a braccio flesso). Lo si nota soprattutto nelle ultime ripetizioni.
    E’ in protezione post-infiammazione.
  • Mani con appoggio non simmetrico. La spalla infortunata vede un compenso il flessione del polso. Sinistro per Flaviano e sempre a DESTRA per chi guarda.
    Si noti CON ATTENZIONE dove l’attrezzo appoggia sulle mani, e si noti che tra destra e sinistra è differente. Di poco, ma è differente. E questa differenza è determinante nell’esito dell’esercizio.

Al ché, si sarebbe potuto consigliare a Flaviano:

  • fai mobilità specifica!
  • abbassa la spalla sinistra!
  • adduci e deprimi le scapole durante il movimento, focalizzandoti soprattutto su quella sinistra!
  • fregatene, è un’asimmetria quasi impercettibile!

 

In realtà, cose di questo tipo creano sovraccarico e non permettono al corpo di lavorare sinergicamente.

A lungo andare minano i progressi.

INVECE

 

Focus su Punti di contatto (mani contro attrezzo), con particolare attenzione alla percezione IDENTICA tra mano destra e sinistra.
Focus sul non alterare questa percezione per TUTTO il tragitto compiuto.

Quella dei Punti di Contatto è una logica di lavoro che permette all’atleta di focalizzarsi, durante un movimento con sovraccarico, unicamente su come il proprio corpo si relaziona col mondo esterno.

In particolare, si presta attenzione alla pressione che viene esercitata sul corpo che si vuole muovere.

Si notano due cose.

  • Posizione delle spalle più bassa. Non ancora ottimale, ma nettamente migliore.
  • Asimmetria destra/sinistra fortemente ridotta

Per arrivare all’impostazione del video due NON è stato fatto riferimento alla flessione del polso o alla posizione della spalla.
Nè a quella delle scapole.

Solo percezione del Punto di Contatto identica tra dx e sx.

Si noti che nel secondo video, partendo dalla simmetria di pressione sulla mano, il corpo resetta lo schema motorio e limita fortissimamente le simmetrie rispetto al VIDEO UNO.

Se avessimo operato suggerendo di “stare dritto” / drizzare il polso / abbassare la spalla, saremmo andati incontro ad una correzione fittizia. L’atleta ci avrebbe ascoltato ma non avrebbe interiorizzato una percezione duratura da portarsi a casa.

Questa è stata la mia ossessione, la mia dannazione per tre anni: insegnare cose che poi non venivano memorizzate.
Spiegavo cose razionalmente comprese dagli allievi, ma che non erano riprodotte nelle sedute successive, limitando i progressi.

Non avendo sempre a che fare con professionisti, era troppo difficile insegnare un movimento complesso in un tempo limitato.

In palestra si pretende che gli allievi mettano in pratica indicazioni complicatissime e infatti spesso risultano irrealizzabili.

Tornando al video…

Per facilitare il reset, che è stato automatico e autogestito grazie al focus sui Punti di Contatto, ho suggerito a Flaviano di chiudere gli occhi.

Togliere un riferimento visivo e scombinare i piani è un ottimo modo per interagire con gli automatismi, proprio perché rompe uno schema.

Ci stiamo accorgendo di come i Punti di Contatto abbiano in realtà un’applicazione molto più vasta rispetto al semplice “costruire muscoli”.

Questa logica di lavoro permette una reale CURA del movimento, che nasce da una presa coscienza dell’individuo e non da un’imposizione forzata.

Permette di resettare pattern motori (inconsci) in pochissimi minuti di applicazione, accorciando incredibilmente i tempi di miglioramento fisico.

Ecco altri articoli che trattano la Logica dei Punti di Contatto:
Punti di Contatto: la gestione delle scapole
Panca piana e asimmetrie (a cura di Mattia Sileno)
Correggere la tecnica tramite input
Panca Piana e Punti di Contatto

Buona lettura.


Voti

0,0 rating
0 su 5 stelle (in base a 0 voti)

Vota ora l'articolo